Le mie passioni: Arthur Rimbaud (1854-1891)
Sulla china della scarpata gli angeli ravvolgono i loro vestiti di lana nell'erba di smeraldo e d'acciaio.
arthur rimbaud
SENSAZIONE
Nelle azzurre sere d'estate,io andrò per i sentieri,punzecchiato dal grano, a pestare l'erba minuta:Sognatore, io ne sentirò la frescura ai piedi.Io lascerò che il vento bagni il mio capo nudo. Io non parlerò, io non penserò a nulla:ma l'amore infinito mi salirà nell'anima,e io andrò lontano, molto lontano, come uno zingaro, nella Natura, – felice come se fossi con una donna.
A. Rimbaud (Marzo 1870)
Vincent-Van-Gogh-Sera-D-Estate–Campo-di-grano-al-tramonto-
LA PREGHIERA DELLA SERA
Vivo seduto, come un angelofra le mani d'un barbiere,impugnando una tazza di birra dalle grossescannellature, tesi il collo e l'ipogastro,con una pipa Gambier tra i denti,sotto i cieli gonfi d'impalpabili vele.Come escrementi caldi d'un vecchio colombaio,mille sogni fanno in me dolci ustioni:e, tratto tratto, il mio cuore tristeè come un alburno insanguinatodall'oro giallo e cupo delle scolature.Poi, quando ho ringhiottitoi miei sogni con cura, mi volgo,dopo aver bevuto trenta o quaranta tazze,e mi raccolgo per dar sfogo all'acre bisogno.Mite come il Signore del cedro e degli issopi,io piscio verso i cieli bruni,molto in alto e lontano,col consenso dei grandi eliotropi.
A. Rimbaud
Da ILLUMINAZIONI
Angoscia
È mai possibile che Lei mi faccia perdonare le ambizioni continuamente calpestate, – che una fine agiata ripaghi le epoche d'indigenza, – che un giorno di successo ci faccia dormire sulla vergogna della nostra in- capacità fatale?
(Oh palme! diamante! – Amore, forza! – più alto di ogni gioia e gloria! – in tutti i modi, ovunque, – demo- ne, dio, – Giovinezza di questo essere: io!)
Che degli incidenti di fantasmagoria scientifica e dei moti di fratellanza sociale siano graditi come resti- tuzione progressiva della primitiva franchigia?…
Ma la Vampira che ci rende gentili ordina di divertirci con quello che ci lascia, o altrimenti di essere più buffi.
Rotolare verso le ferite, attraverso l'aria sfibrante e il mare; verso i supplizi, attraverso il silenzio delle acque e dell'aria mortali; verso le ridenti torture, nel loro silenzio atrocemente burrascoso.
ALLA MUSICA
Piazza della Stazione, a Charleville.
Sulla piazza divisa in striminzite aiuole,
«square» dove tutto è corretto, alberi e fiori,
gli asmatici borghesi soffocati dall'afa
portano il giovedì sera le loro sciocche gelosie.
- L'orchestra militare, nel mezzo del giardino,
dondola i suoi cheppì nel Valzer dei Pifferi:
- intorno, in prima fila, si pavoneggia il ganimede;
il notaio pende dai suoi sbrelocchi cifrati:
i possidenti con gli occhialini sottolineano le stecche:
i tronfi burocrati trascinano le loro grasse signore;
accanto a loro vanno, guide compiacenti
dame tutte in ghingheri che sembrano réclames;
sulle panchine verdi, droghieri in pensione
smuovono la ghiaia col bastoncino in mano,
seriosamente discutendo i trattati
tabaccano dall'argento, e riprendono: «Insomma…»
Schiacciando sulla panca il suo grosso culone,
un borghese con i bottoni chiari, la trippa fiamminga
fuma una pipa donde traboccano fili
di tabacco – non lo sa? è di contrabbando!…-
Lungo le aiuole verdi i ragazzacci ridacchiano;
e resi sentimentali dal canto dei tromboni
molto ingenuamente le reclute, con una rosa in bocca,
carezzano i neonati per adescare le servette…
- Io, io seguo, scamiciato come uno studente,
sotto i verdi castagni le guardinghe ragazzine:
sono dritte e sagge; e voltano ridendo
verso di me i loro occhiacci maliziosi.
Io sto zitto, muto: guardo solamente la bianca
carne dei loro colli ricamati di folli ciocche:
seguo, sotto il corsetto e i delicati ornamenti
il dorso divino dopo la curva delle spalle.
Ben presto ho scovato lo stivaletto, la calza…
- Arso da una dolce febbre, ricostruisco i corpi.
Mi trovano assai strano e parlottano…
- E io sento i baci salirmi alle labbra…


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Gostei muito desse site!