c’è un lungo spazio nella giornata dello scrittore


Come e dove nasce il tono di un racconto?

L’atmosfera, la voce narrante, la dimensione con le sue caratteristiche emotive.

Il narratore  racconterà la storia sempre in base alle sue reazioni e relazioni. Non potrebbe essere altrimenti.

Pensiamo ad esempio al tono dolente di Dante nella Divina Commedia. Non è forse frutto della sua esperienza di vita ancora viva sulla pelle? Questo tono Dante lo manterrà sempre, dall’inferno al paradiso. Non è un tono arrabbiato, né frustrato, ma dolente, nato dall’ispirazione e dalla definizione della sua idea narrativa, dal motivo ispiratore appunto.

Lo scrittore è un ladro di storie, ma ad ogni storia lui si domanderà: cosa mi riguarda di questa storia? Perché la voglio raccontare? Cosa tocca della volontà di approfondire le mie esperienze? E solo quando avrà risposto potrà procedere nel racconto. Troverà il suo motivo ispiratore, scoprirà che può attingere dal passato, che alcune parti di sé non sono toccate dal tempo, che sono un eterno presente. Come per tutti.

Lo specchio del tempo può essere meno feroce di quello che appare. La scrittura al contrario è implacabile, non ammette repliche o smentite, ma sopravvive solo se dotata di dignità.

Infiniti sono i volti della realtà per noi scrittori. La scrittura non è altro che la verifica del mondo.

C’è un lungo spazio nella giornata dello scrittore… se ha vissuto anche una sola storia d’amore potrà raccontarne mille.

L’idea narrativa non è altro che un approfondimento della nostra esperienza.

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