Grazie a te, donna


Michelangelo Buonarroti, Madonna col Bambino, 1525 circa. Matita e inchiostro su carta, cm 54,1 x 39,6. Casa Buonarroti, Firenze

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Grazie a te, donna-madre, che ti fai grembo dell’essere umano nella gioia
e nel travaglio di un’ esperienza unica,
che ti rende sorriso di Dio per il bimbo che viene alla luce,
ti fa guida dei suoi primi passi, sostegno della sua crescita, punto di riferimento  nel successivo cammino della vita. 
Grazie a te, donna-sposa, che unisci irrevocabilmente il tuo destino
a quello di un uomo, in un rapporto di reciproco dono, a servizio della comunione e della vita.
Grazie a te, donna-figlia e donna-sorella, che porti nel nucleo familiare e poi
nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità,
della tua intuizione, della tua generosità e della tua costanza.
Grazie a te, donna-lavoratrice, impegnata in tutti gli ambiti della vita sociale,
economica, culturale, artistica, politica,
per l’ indispensabile contributo che dai all’elaborazione di una cultura
capace di coniugare ragione e sentimento, ad una concezione della vita sempre aperta al senso del «mistero»,
alla edificazione di strutture economiche e politiche più ricche di umanità.
Grazie a te, donna-consacrata, che sull’esempio della più grande delle donne,
la Madre di Cristo, Verbo incarnato,
ti apri con docilità e fedeltà all’amore di Dio, aiutando la Chiesa
e l’intera umanità a vivere nei confronti di Dio una risposta «sponsale»,
che esprime meravigliosamente la comunione
che Egli vuole stabilire con la sua creatura.
(Lettera di Giovanni Paolo II alle donne del 1995)

 

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