il viaggio


Qui tutto mi rammenta esperienze passate che mi hanno cambiato, trasformandomi.
Gli oggetti assumono un valore, sono strumenti espressivi e in essi c’è una razionalità, un metodo non visibile che riporta alla luce fatti, emozioni, relazioni, disintegrando il velo trascendente che le occulta.
Per un istante, soltanto uno, entro in confusione, vacillo, dubito , il presente si sgretola e l’io traballa in conflitto tra le due metà di passato e futuro. Nel centro.
Poi una scossa mi riporta in asse e la capacità di discriminare tra passato e presente restituisce il senso del sé nel tempo e nello spazio. Assaporo allora il viaggio appena fatto e, come la sapienza dei greci suggeriva, ora so che la verità non va ricercata nelle profondità dello spirito o dell’intelletto, ma è contenuta nella luce riflessa dalle cose.

F.

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