LeieLui


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Ieri all’auditorium Parco della Musica era previsto l’incontro con Andrea De Carlo e Chiara Gamberale. Purtroppo quest’ultima non ha potuto esserci per un lutto in famiglia.
Differente è il loro modo di scrivere, ma in comune la necessità di raccontare i sentimenti, di parlare della difficoltà e al tempo stesso della semplicità di amare, della routine del quotidiano che spesso molti scrittori dimenticano di analizzare, o più semplicemente di narrare, forse per il timore o l’impossibilità irrazionale di esprimere le loro stesse emozioni.
De Carlo ha parlato con naturalezza ed enfasi, ha sfiorato la sua infanzia parlando del primo libro che lo ha appassionato: I tre moschettieri, romanzo dalle passioni semplici ma energiche che “consumò” avidamente all’età di nove anni, costretto a letto da una brutta influenza.
Quello fu il seme. L’incontro con passioni che non aveva ancora sperimentato guidò il piccolo De Carlo verso la strada della letteratura e forse fu proprio la vertigine che provò allora, leggendo Dumas, a fare di lui il romanziere che è oggi. De Carlo si sottrae alle caratterizzazioni esplicite dei sentimenti, amore per una donna o per un amico possono avere lo stesso peso nell’economia di una storia e con la sua scrittura offre al lettore uno sguardo ampio  sulla pluralità e sulle connessioni dei rapporti umani, sulla ricerca di senso che noi perseguiamo in ogni relazione d’amore.
“LeieLui”, edito da Bompiani,  è il suo ultimo lavoro che racconta di un rapporto che nasce passando attraverso  l’astiosità, la cautela, il riserbo, il controllo, l’ interesse per sfociare in una passione  indomabile.

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