L’oscuro ventre


( … ) Ad un certo momento ci fu una sorta di scorporazione, poi un allineamento. Come un grande strappo nella carne, senza ragione che valesse la pena. Così mi ritrovai “divisa” e loro insieme, e non c’è stato e non c’è modo di riparare a quella ferita. Un taglio profondo che non fa più male e che ha lasciato la sua cicatrice lucida e sottile, specchiante vita nuova, armonica e vibrante come un’ala capace di coprire le lunghe distanze. ( … )

dal mio racconto: “L’oscuro ventre”

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