Forse tu sì (Storie minimali)


 

“La strada scorreva ancora veloce inquadrata dal finestrino, un vecchio palazzo intrappolato dalle impalcature sembrò chiedere aiuto attraverso le orbite delle finestre buie, l’immagine di un uomo in divisa da ufficiale sfumò per lasciare il posto a un netturbino che si dileguò nel buio opalescente della notte, e tutto fluì come in una strana sequenza dove s’intrecciavano le idee e i pensieri s’incastravano, s’intersecavano con la violenza di un riverbero, sgorgando fino a incontrarne ancora e mettendo sempre di più in luce una potenzialità che lei non supponeva di avere”.
 
Tu che alla finestra studi la gente per intuirne e inventarne la storia e tu che vivi del ricordo, che ti dà forza e che ti incanta. Tu che giri per le strade, senza meta, a caccia di odori buoni e di rumori. Tu che guardi la casa di fronte come se fosse uno specchio, che forse è uno specchio. Tu che segui e sei inseguito, in un altro tempo, in un altro giorno. Tu che con quel tappeto alla finestra guardi giù, forse troppo giù. E tu che fuggi per lasciare tutto in sospeso, quando di sospeso ormai non c’è più nulla. Forse tu sì.
 
 L’AUTORE
 
Francesca Bertoldi è nata a Roma dove vive e lavora. Appassionata di letteratura e scrittura in tutte le sue forme, ha frequentato l’Istituto Superiore di Giornalismo e Tecniche Audiovisive della Rai. Da sempre scrive racconti brevi e poesie portando avanti nel contempo il progetto di stesura del primo romanzo.
Suoi racconti sono stati pubblicati in varie antologie (Giulio Perrone).
 
 
Questa raccolta è rivolta per lo più agli appassionati delle storie più oscure e impenetrabili…voglio subito precisare che nei miei racconti non mancano gli inganni, nel senso che spesso cominciando a leggere si può avere l’impressione che si stia “parlando d’altro” … e forse  proprio questa è la peculiarità del mio modo di scrivere perché quando io comincio a “raccontare” non faccio altro che inseguire una suggestione che non so esattamente dove mi porterà…potrà ingannarmi e ingannare il lettore…ma quasi sempre se non mi lascerò distrarre arriverò ai margini, ai limiti, ai confini, della vita o della realtà.
Quello che spero è che la tensione emotiva che io provo quando scrivo possa in qualche modo essere trasmessa.
La memoria è spesso la protagonista dei miei racconti, ma una protagonista particolare, sia nella sua accezione positiva, del ricordo, che in quella negativa dell’oblio. La memoria può appartenermi o essere universale, può essere il frutto di un sogno o di una vita altra intravista in lontananza o immaginata, desiderata, temuta. E proprio a causa del viaggio attraverso il sogno, l’immaginazione, che il dubbio e l’enigma si affacciano nelle mie storie più di una volta entrando e uscendo senza una logica apparente.
I miei personaggi nascono probabilmente dalla necessità di eludere la quotidianità, sono a volte esasperati…dolenti, ma è  dalla materialità dell’autore  che emergono e a quella sfuggono, non alla concretezza della vita. Ma forse nemmeno noi conosciamo la nostra “realtà” e nella scrittura stabiliamo i conflitti e le sfide per arrivarci.
 
(Quarta di copertina e realizzazione grafica di Daria Filippi)
 
Be Sociable, Share!