fratellanza


 

La Fratellanza è il sentimento che dovrebbe unire tutti gli uomini indiscriminatamente. Questo è il messaggio che ci viene da Dio, qualunque sia il nostro Dio. Ma questo sentimento può nascere spontaneamente nel cuore dell’uomo? Siamo in grado noi di provare tolleranza, di perdonare ed amarci nonostante tutto?
L’umanità, nel suo evolversi ha subito necessariamente una  crisi di sofismo e di scetticismo manifestando l’esigenza di trovare nuovi scopi e nuove mete nella vita e nel pensiero, quindi una nuova “FRATELLANZA” meno divina e più umana.
E’ vero che nel mondo c’è bisogno dell’ideale della fratellanza più che mai e sarebbe un privilegio poter realizzare questo ideale, fare tutto il possibile per realizzare questo ideale perché nessuna teoria, nessuna dottrina ha valore se non è praticata…ma come fare?
Forse attraverso una maggiore sensibilizzazione, attraverso conferenze, gruppi di discussione, eventi culturali promossi dallo Stato che avessero come tema la fratellanza.
Ma è una presunzione immaginare che questo sia possibile, non è così? Come si fa a trasformare le convinzioni in realtà? Chi ci può offrire i mezzi adeguati per farlo?
Non sarebbe preferibile astenersi dal credere che questo, di cui ho parlato, di cui ci parla la Bibbia, il Vangelo, sia un progetto realizzabile? Come lavorare per la progettazione di questo ideale? Sarebbe forse opportuno essere consapevoli dell’impossibilità per noi esseri umani alla comprensione di concetti  “divini” ? Ma anche volendo procedere sulla strada della comprensione smetteremmo poi di chiederci cosa gli altri possono fare per noi, ma piuttosto  cosa noi possiamo fare per gli altri? Possiamo ascoltarli, essere partecipi e coinvolti anche se non apprezziamo le loro convinzioni? Dovremmo almeno cercare di dare il meglio di noi stessi anche se costantemente coinvolti in problemi nostri spesso con serie difficoltà a risolverli.
Ma è utopistico, illusorio, o possibile? Nelle sacre scritture si parla di fratellanza e di compassione e chi di noi non si è commosso pensando alla purezza di questo concetto, chi di noi non si è sentito a volte in credito? Chi di noi si è sentito in debito?
Forse dovremmo dissociare il concetto di fratellanza dal concetto religioso di fratellanza, per fare in modo che sia più alla nostra portata, restituire al concetto una dimensione umana,vivere gli impulsi naturali di compassione e solidarietà ogni volta come importanti veicoli per la realizzazione delle relazioni umane di cui il rispetto è parte fondamentale. Un sentimento naturale di sacralità distinta e incontaminata dal dogma della Chiesa e seguirlo con naturalezza .

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