chi è narciso?


el enemigo el en espejo 
 
 
ll complesso di inferiorità e l’autostima sono incredibilmente connessi. La difesa esasperata di se stessi da un sentimento di inferiorità deriva sicuramente da una forma di pesante narcisismo. Quindi  Il narcisismo è un regolatore dell’autostima e paradossalmente ha il potere di alzarla in quei soggetti che soffrono appunto di complesso d’inferiorità. Il narcisista cerca di rispecchiarsi negli altri per appagare i propri bisogni e nel frattempo vuole esercitare sugli altri una forma di controllo, tenerli costantemente sotto osservazione. Se non dovesse riuscirci, se qualcosa nel suo presunto equilibrio andasse storto potrebbero derivarne degli scoppi di rabbia o depressione. Provate a contraddire un narcisista, a sfuggire al suo controllo e vedrete il risultato.
I narcisisti sono fragili, vogliono sempre essere approvati e sono ipersensibili alle critiche. Possono essere megalomani o vulnerabili o entrambe le cose. Provano un sentimento di inadeguatezza e percepiscono gli altri migliori, addirittura perfetti. Spesso negli esibizionisti si nasconde il narcisismo…si esibisce ciò che non si è.
Senza arrivare a discutere di forme di narcisimo patologico poviamo a guardare in noi stessi. Siamo un po’ narcisisti? Dove e come si nasconde il narcisimo dentro di noi? Siamo in grado se vogliamo di scovarlo e disintegrarlo, di liberarcene per sempre? E ancora, ci spaventa il narciso che a volteripose ed altre veglia dentro di noi?
 
 

“Le ninfe al lago: “perchè piangi per la morte di narciso?” e il lago: “perchè nel fondo dei suoi occhi contemplavo la mia ballezza” ( O. Wilde)

 

“Narciso è un giovane di straordinaria bellezza, ma tiene in massimo spregio chi lo ama: nella versione del mito riferita da Conone, al giovane Aminia, l’unico tra i suoi innamorati che non è riuscito a dissuadere, Narciso invia in dono una spada, un implicito invito a suicidarsi, e Aminia lo accontenta, trafiggendosi davanti alla sua porta. Narciso lascia dietro sé una scia di dolore e morte: nelle Metamorfosi di Ovidio, innamorata di Narciso è Eco, una ninfa che privata da Giunone dell’autonomia della parola è costretta a ripetere le ultime parole di chi le parla, senza possibilità di esprimersi in modo autonomo. La tragedia è quella di un incontro mancato tra due individui menomati: due esseri posti l’uno di fronte all’altro che non riescono a guardarsi, a comunicare, a conoscersi: Narciso non vede in Eco altro che uno specchio riflettente della propria immagine, Eco non riesce a “dar voce a se stessa” e non le resta che svilirsi ad essere un riflesso sonoro. Così entrambi incontrano la loro Nemesi: Eco finisce per dissolversi nell’ambiente, disperdendosi nella realtà fisica fino a una diffusione panteistica nella materia, come un suono che più si spande più si fa impercettibile, l’altro annega nel combaciamento perfetto tra sé e il proprio riflesso, nell’impossibilità asfittica di uno scambio con il mondo.”

fonte:

http://www.tesionline.it

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