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“Personaggi africani”…dalle pagine del diario di viaggio del mio compagno di Scrittura
Manlio Moggioli

“E così tu ti interesserai dei futuri sviluppi dell’Impresa
in Etiopia.”
“Sì, Presidente.” “Allora, ci vedremo spesso.”
“Senz’altro, Presidente.”

Mi trovo ad Addis Ababa nell’ex studio privato di Hailé Selassié, il Prescelto da Dio, il Signore dei Signori, il Re dei Re, il Leone conquistatore della Tribù di Giuda. Il Presidente è il Presidente della Repubblica Federale Democratica d’Etiopia, Girma Wolde -Giorgis.

Ottanta anni passati, piccolo di statura, rotondetto, veste semplicemente, con giacca scura e cravatta. Mi scuso per esser vestito da viaggio … “Vengo da Juba.” … “Poveretto”, mi dice.

“Presidente, lei parla molto bene l’italiano.” “L’ho imparato da ragazzo, durante i cinque anni della vostra occupazione.” Sorride amabilmente, dimostrando così la sua simpatia per gli italiani.
Le immagini dei bombardamenti all’iprite del 1936 dei Marescialli Badoglio e Graziani è scomparsa dalla sua memoria.

Assieme ad uno dei proprietari dell’Impresa, cui offro consulenza, sono stato ricevuto nell’ex Palazzo del Giubileo per spiegare, al Presidente della Repubblica stesso, la strategia della Società di Costruzioni locale, costituita con il recente investimento dell’Impresa.

E’ presente anche Sua Santità il Patriarca della Chiesa Ortodossa d’Etiopia, Abuna Paulos. Rigorosamente vestito di bianco, è accompagnato da tre sacerdoti, tutti neri e non solo per il colore della faccia e delle mani.

“Ricordati, Domenico, che il tuo ingresso in Etiopia passa attraverso la Chiesa …” si rivolge, in inglese, il Patriarca all’Impresario e gli segnala il desiderio che venga realizzato un centro religioso nella Capitale. “Nessun problema, stiamo già sviluppando il progetto” è la risposta.

Mi guardo attorno. Imponenti candelabri di cristallo di Murano pendono dal soffitto. Arazzi e tappeti di valore rendono calda l’atmosfera, anche se, forse, troppo esotica e colorata. Due vasi, preziosissimi, di alabastro ai lati della scrivania centrale dietro alla quale siede il Presidente. Il Patriarca è seduto in una ampia poltrona, al lato, circondato dai suoi assistenti, in poltrone più piccole, uguali a quelle sulle quali siamo seduti noi.

In un angolo una signora in costume tradizionale, accoccolata in terra, sta preparando la cerimonia del caffè all’etiopica, tostato al momento, che va bevuto per tre volte di seguito in un crescendo di sapore.
Mi suggeriscono di dire “yale sukkar”, senza zucchero. Il profumo si espande per tutto lo studio.

La scrivania, intarsiata di madreperla, è sormontata da un ampio
baldacchino.
Al centro di essa un prezioso servizio di scrittura, con calamaio d’argento. Al suo lato un basso orologio mostra le ore al Presidente.
Sul suo retro, verso gli ospiti, una scritta:
“COMUNE DI MARANELLO”.
Manlio Moggioli

ottobre 2006

Ing. Manlio Moggioli
Senior Consultant

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