piange il mio cuore



Piange il mio cuore

Piange il mio cuore
come piove sulla città.
Che è questo languore
che penetra il mio cuore?

O bruir dolce della pioggia
in terra e sopra i tetti!
Per un cuore che s’annoia,
oh il canto della pioggia!

Piange senza ragione
in questo cuore che s’accora.
Che! Nessun tradimento?
Questo duolo è senza ragione.

E’ ben la maggior pena
non sapete perché,
senza amore e senza odio,
il mio cuore ha tanta pena.

Paul Verlaine

 

 

In n  lavoro letterario del 1874, (Art poétique), Verlaine  sottolineò, in due versi famosi (de la musique avant toute chose) (tout le reste est littérature) ciò che è falso e inutile. In queste dichiarazioni  c’è tutto il senso e la qualità dell’opera di Verlaine:  dichiarazioni non particolarmente concettuali né profonde ma evidentemente in grado di concepire opere di inconsueta forza. In questo spirituale espressivo il poeta sollevava l’esigenza anti-romanticista intingendola in una emotività più confusa, forse eccessiva, ma magicamente vaga, nebulosa colorandola di  un alito febbricitante,  irrequieto, ma proprio per questo appassionato.

Così Verlaine sfoggia quasi una sofferenza esistenziale, di un’intimità a tratti straziante, come in questa lirica.

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