ombra


Man Ray (Philadelphia 1890 – Parigi 1976)  uno dei più radicali e poliedrici rappresentanti del dadaismo e del surrealismo. A New York, grazie al celebre fotografo Alfred Stieglitz entra in contatto con le avanguardie artistiche, frequenta la Galleria 291, visita l’Armory Show del 1913, conosce Marcel Duchamp e inizia a dipingere e a sviluppare il gusto per la sperimentazione di forme nuove, raggiungendo risultati innovativi con l’aerografo, con la pellicola fotografica e con la manipolazione di oggetti d’uso comune, da lui chiamati “oggetti d’affezione”.
Nel 1921 si trasferisce a Parigi, dove l’anno seguente realizza i suoi primi rayogrammes, una delle invenzioni più straordinarie del XX secolo: si tratta di immagini ottenute da materiali fotosensibili impressionati senza l’ausilio di obiettivi e di fotocamera, e senza la mediazione del negativo, realizzate mettendo a contatto l’oggetto direttamente col liquido di emulsione. Una scoperta casuale: “Un foglio di carta sensibile era finito inavvertitamente nel bagno di sviluppo”, racconterà lo stesso Man Ray nell’autobiografia.
fonte: Istituto Canossa, 2000

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