rifiuto


Non so parlare di politica e in generale preferisco non parlarne ma c’è un rifiuto in me che oggi, come in un’altra occasione in passato, ho bisogno di esplicitare: Il rifiuto della violenza morale, del sopruso e della sopraffazione, della prevaricazione, che e’, e dovrebbe essere, il centro della lotta contro la politica inefficiente, qualunque essa sia. Esaminando la storia dei movimenti operai non posso fare a meno di rilevare che spesso si sono battuti insieme, e hanno manifestato fianco a fianco lavoratori di ogni colore politico che sono stati sempre e in ugual misura presenti e operanti. Sistema di potere e azione contro il potere sono due forze opposte che si battono da sempre, di qualsiasi colore il potere sia, ma questa lotta è un insuccesso per il sistema di potere stesso. I movimenti delle donne in passato sono stati il cuore della lotta contro il potere e anche della lotta antimafia. Il sistema di potere è una delle espressioni più evidenti di una forma di oppressione, naturalmente la peggiore forma di potere e di governo è il totalitarismo. Mi schiero contro ogni forma di sopraffazione e discriminazione: se non si riconosce questo si nega ogni evidenza storico-politica. Ho letto fiumi di libri sui gulag (che ancora fanno fatica a entrare nella coscienza dell’opinione pubblica) e sui campi di sterminio nazisti..senza elencarne troppi altri: è stato per me così sconvolgente che ho faticato a vedere il film “Il pianista” di Roman Polanski ( ne avevo visti già troppi sull’argomento, ma quello è stato particolarmente devastante). La nonviolenza è per me una scelta ideale e non politica e qualunque sistema di potere sia stato fondato sulla violenza ha avuto comunque un’eco drammatica d’opposizione che ha poi determinato ulteriori e inimmaginabili numeri di morti. Dunque morte chiama morte nell’eterna lotta al potere , violenza chiama violenza. Essere radicale è per me una scelta morale e non una scelta politica, in quanto è specificatamente “lotta contro ogni forma di sopruso o violenza”. Il radicale trae ispirazione dal radicalismo che è un vastissimo orientamento di idee, più che una precisa formazione politica, sorto in Inghilterra nei sec.XVII-XVIII e che si è poi diffuso anche sul continente,al fine di portare un profondo rinnovamento in tutti i settori della vita politica. Credete che il mio modo di pensare sia utopico? Forse si…perchè non saranno mai abbastanza quelli dalla nostra parte fino a dimostrare la possibilità di un governo di “non potere” e di salvaguardia dei diritti più fondamentali dell’uomo. Senza esitazione alcuna scrivo quello che sto scrivendo anche se non avrei  voluto perché le mie idee si discostano dal motivo per cui io sono presente nella famiglia dei blogger. In difesa dell’oppresso non c’è sicuramente la violenza politica del potente quando non sostiene lo stato di diritto, quando non impedisce la guerra , quando non urla e scende in piazza con il popolo contro le barbarie ,contro la pedofilia, contro gli stupri, ma si limita ad affacciarsi a “porta a porta” per il discorsetto di circostanza (che pena, faccia a faccia, di diverso colore, si sputano in viso le reciproche le colpe), quando non si batte contro ogni forma di totalitarismo che sia o meno manifesta, quando ci priva dei beni basilari e sostanziali come quello di poter dichiarare con la nostra voce qual è il nostro pensiero. Cosa non accettabile per la dignità umana. Qualcuno mi ha detto che non posso esprimere così dichiaratamente le mie idee perché ci sono dei giovani che leggono i nostri post ed essendo uno spazio pubblico non posso farlo. Evviva la salvaguardia della libertà d’espressione! Questo mio scritto, queste mie idee sono per voi così dissacranti? Mettono in pericolo le fragili coscienze dei giovani? Beh, io le ho espresse con dignità e mi sento tranquilla, e qui mi fermo.

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