dolcezza inerme


 
 

(…) E così Ida iniziò la sua carriera di maestra, che doveva concludersi dopo quasi 25 anni…Ida trovò posto in una scuola non del suo quartiere San Lorenzo, ma assai distante, verso la Garbatella, (dove poi, col passare degli anni, in seguito a demolizioni, la sua scuola venne spostata al rione Testaccio.) Per tutta la strada, il cuore le batteva di spavento, fra la folla estranea dei tram, che la schiacciava e la spingeva in una lotta in cui sempre lei cedeva e restava indietro. Ma all’entrare in classe, già subito quel puzzo speciale di bambini sporchi, di moccio e di pidocchi la racconsolava con la sua dolcezza fraterna, inerme, e riparata dalle violenze adulte.

Prima dell’inizio di questa sua carriera, un pomeriggio piovoso d’autunno, Iduzza, sposata appena da pochi mesi, era stata scossa su al suo ultimo piano da un fragore di canti, urla e sparatorie per le vie sottostanti del quartiere. Difatti erano le giornate della “rivoluzione” fascista e in quel giorno ( 30 ottobre 1922) si andava svolgendo la famosa “marcia su Roma”.

Una delle colonne nere in marcia, entrata in città per la Porta di San Lorenzo, aveva trovato una aperta ostilità in quel rione rosso e popolare, e prontamente s’era data alla vendetta, devastando le abitazioni lungo la strada, malmenando gli abitanti e ammazzando alcuni ribelli sul posto. (…)

 
da “La Storia” di Elsa Morante
 
Brano tratto da “San Lorenzo racconti fotografici”
 
A mamma Ida, a Roma, a san Lorenzo, alla storia, a “La Storia”, a Elsa

 

F.
 
 
 
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