alba meravigliosa


 

 

 

Ah Dio mio che meraviglia d’alba stamattina, e le emozioni al cuore fanno a spinte, le belle e le brutte, le buone e le cattive azioni, le inflitte e le subite. Una porta chiusa dopo aver offerto un fiore, forse il più bello, quello dell’invito. Dio che dolore! Una porta chiusa veramente, fisicamente, proprio da chi ti aspettavi un sorriso. E quello già avuto non conta, era falsificato, insufficiente, era quello dell’ingordo che aspira attrarre a sé un innocente seducendolo piano, per farne carne di dominio suo. Ah mio Dio che meraviglia d’alba stamattina! E allora? Che stai qui a fare a leccarti ferite, a sbrindellare il cuore? Quelle non contano, ricorda, non sono le tue anche se l’hanno inferte a te. Volta le spalle come t’ha addestrato lui, e invoca l’energico, il legittimo, il tuo, il tempo esuberante della vita. Il tempo vigoroso dove nessuno poteva osare tanto, di vederti guaire, di vederti voltare le spalle,

di osservarti e esultare assaporando la scena mentre abbandoni il piatto.

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