Verlaine – stanchezza


Dolcezza, dolcezza, della dolcezza!
Calma un po’ i tuoi slanci febbrili, tesoro.
Anche nell’impeto del piacere, vedi, talvolta l’amante
deve avere il calmo abbandono d’una sorella.

Sii languida, fammi addormentare sotto le tue carezze,
ritmàti i tuoi sospiri e lo sguardo che culla.
Sì, la stretta gelosa e lo spasmo ossessivo
non valgono un lungo bacio, anche mendace!

Ma nel tuo caro cuore d’oro, mi dici, ragazza mia,
la passione selvaggia suona l’olifante!…
E lasciala suonare quanto vuole, l’accattona!

Appoggia la tua fronte sulla mia, la tua mano nella mia,
e fammi giuramenti che romperai domani,
e fino all’alba piangiamo, o piccola focosa!

 

Verlaine dipinge le sue liriche con abili pennellate ricche di colore e sensualità, con l’arte provoca piacere, esprime desiderio, dolore . Dai suoi versi traspare un umano senso della vita. Le sue parole danno corpo all’anima umana anche con una teatralità a volte inquietante, ricca di tormenti, di speranze, di dubbi, rivelando un’essenza in continua metamorfosi. Singolari questi versi dove parla ad un’ipotetica amante. Saturo di passione e desideroso di quiete, o spaventato dal senso di appartenenza? Abbiamo mai pensato di dire a qualcuno quello che scrive Verlaine in questa lirica?

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