primo gennaio


Oggi sarebbe stato il tuo compleanno papà, se fossi vissuto ancora. Non un compleanno, non uno, ricordo d’esserti stata lontana e così caldo ancora è il ricordo. Ogni angolo, ogni pezzo di strada, mi ricorda te e quello che abbiamo avuto. Grazie papà. voglio dedicare a mio padre questo piccolo brano tratto da “il tempo ritrovato”, volume settimo de la recherche di MARCEL PROUST.

…se il luogo attuale non fosse risultato subito vincente, credo che avrei perso i sensi; tali resurrezioni del passato, infatti, nell’attimo in cui durano, sono così totali, non soltanto da obbligare i nostri occhi a non vedere più la stanza attorno a noi per guardare la strada ferrata fiancheggiata di alberi o l’alta marea: ma di forzare le nostre narici a respirare l’aria di luoghi per altro lontani, la nostra volontà a scegliere fra i diversi programmi che quei luoghi ci propongono, il nostro intero essere a credersi circondato da loro, o almeno a oscillare tra questi e i luoghi presenti, nella vertigine di un’incertezza simile a quella che qualche volta si prova dinanzi a una visione ineffabile al momento di addormentarsi.

 Mio Padre

Mio padre, occhi sgranati nel buio, mani che stringono terra, espressione di solitudine infinita, espressione di muto terrore.  

Mio Padre, occhi che sorridono ricchi di mille rughe da cui traspare sottile soddisfazione, quotidiana espressione di pace, sensazione di chiara consapevolezza. Gesti ripetuti ogni giorno con lo stesso rituale.

 Lo guardo, seduto sul divano e mi appaga, lo guardo e mi guarda.

Assaporo la complice intesa.

F.

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