rielaborazione del “silenzio”


La luce sul comodino è convogliata in una direzione specifica, a illuminare il cellulare che testimonia l'ora e il silenzio, e proietta un'ombra affilata che separa e lacera. L'attenzione spasmodica al silenzio nega ancora i suoni consueti come quello del carrello delle terapie che tintinna lungo i corridoi immacolati e spegne il fruscio di camici bianchi e verdi, e i lamenti sordi. Mi confronto con l'estraneità  degli spazi asettici, chiudo gli occhi. Le fitte allo stomaco sono acute mentre il primario del reparto "Chirurgia donne" non trova le parole per comunicarmi che non hanno trovato ancora il bandolo della matassa e provo a tessere una trama che mi sostenga. Mia attitudine più tipica. Ma sotto le lenzuola il rifugio è misero e nero. Poi, una volta fuori, gli occhi si fissano alla porta accostata nell'attesa di scorgere il suo volto. Ma non è ancora venuto. Quanti giorni ho passato qua? Venti, trenta? Ho perso la nozione del tempo. Cerco nella memoria l'appiglio di un ricordo caldo, pacato, frugo in me stessa alla ricerca di un abbraccio frettoloso, di una breve carezza, di un sorriso complice. E' sera. E' notte. Come un fantasma percorro la stanza nera, gelida. Lungo il corridoio infinito muovo passi felpati e incerti. L'ampia camicia corta sulle ginocchia ossute svolazza intrepida. Varco la soglia del bagno usurato , fisso dentro lo specchio scarno il volto scarmigliato. Mentre incrocio il mio sguardo le labbra atteggiano il sorriso alla ricerca di conferme di vita e le dita incerte scorrono i capelli arruffati nella silenziosa esclusione di un'infermità che separa. Nell'incavo del seno pulsa il cuore imbarazzato di rottami. Appena fuori, con un ultimo sforzo, la lunga panca chiara che accoglie e ristora. La gelida sedia a rotelle appoggiata accanto mi invita a salire per tornare indietro con più leggerezza, senza troppo affanno. Salgo accomodandomi piano. – Domani – penso – forse domani – e guido con più vigore la seggiola nell'euforia di un possibile ritorno alla normalità.

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