il violinista


Chagall occupa un posto unico nel mondo dell’arte anche se occasionalmente è stato influenzato dall’arte contemporanea (come quando scoprì il cubismo ad esempio)-

Durante la sua lunga vita è stato un artista indipendente, spesso criticato per il suo “realismo” o per la sua esplorazione del mondo non obiettiva, fonte della sua ispirazione.

Chagall appartiene alla cosiddetta “Scuola di Parigi”, che definisce quegli artisti che restano indipendenti da ogni corrente artistica, senza per questo vivere al di fuori della loro epoca. Per alcune sue caratteristiche Chagall sembrerebbe accostarsi al surrealismo ma in realtà se ne discosta moltissimo. Mentre il surrealismo è il frutto dell’ l’inconscio, della trasposizione sulla tela dei segreti, delle inquietudini, l’artista mette a nudo, al contrario, la bellezza del sogno, la sua purezza e nel sogno stesso raggiunge il soprannaturale.

Chagall è un protagonista della Russia rivoluzionaria e della speranza di cambiare i pensieri e le azioni degli uomini attraverso la magia e il miracolo dell’arte. Nei suoi dipinti assumono forma i sogni fantastici nei quali si intrecciano le immagini di una vita reale con forme a volte orrende d’esseri poi idealizzati da un profondo sentimento di poesia e di urgenza di cambiamento che non sempre è di facile comprensione. Per lui, dunque, l’arte è uno stato d’animo che si esplicita attraverso simboli e prende vita dalla sua formazione culturale e religiosa. Spesso ritornano nelle sue opere attimi rievocati dalla vita vissuta nella nativa Vitebsk come il violinista e gli innamorati, che potete ammirare in questo post.

Le opere realizzate nel primo soggiorno parigino non si differenziano troppo dalle altre. Rimangono ancorate ad un mondo fantastico dove la favola è protagonista. Cambia solo il colore, decisamente . Le tinte più vivaci e contrastanti, ma trattate con delicata morbidezza. Marc Chagall nacque nel 1887 a Vitebsk (Bielorussia) da una famiglia ebrea e trascorse i suoi primi anni nel quartiere ebreo della città, allevato nell’osservanza delle tradizioni della sua religione. Nel 1910 giunse a Parigi ed entrò subito nell’ambiente artistico della capitale francese. Nel ’14 tornò in Russia, dove rimase per otto anni. Dopo un soggiorno in Germania, nel ’23 si stabilì nuovamente a Parigi. Durante la seconda guerra mondiale si rifugiò in America. Morì a Saint-Paul de Vence nel 1985.

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