“la sombra del viento”


George hoyningen huene photography

 

 

 

Non cattiva. Idiota. È ben diverso.

La malvagità presuppone un certo spessore morale, forza di volontà e intelligenza. L’idiota invece non si sofferma a ragionare, obbedisce all’istinto, come un animale nella stalla, convinto di agire in nome del bene e di avere sempre ragione.

Si sente orgoglioso in quanto può rompere le palle, con licenza parlando, a tutti coloro che considera diversi, per il colore della pelle, perché hanno altre opinioni, perché parlano un’altra lingua, perché non sono nati nel suo paese… nel mondo c’è bisogno di più gente cattiva e di meno rimbambiti.

Riferimento: L’ombra del vento “la sombra del viento”

Una Barcellona cupa nella prima metà del ventesimo secolo, misteriosa ,enigmatica, cielo grigio e un sole di metallo, pioggia, neve, niente a che vedere con la città luminosa e piena di rumori che noi conosciamo.

Una città addolorata dalla scia della guerra civile, nel 1945, e detenuta da un sistema autoritario.

Un padre accompagna un figlio al Cimitero dei Libri Dimenticati, e gli fa prendere un libro da trarre in salvo e da cui non si dovrà mai separare

Feuilleton, un romanzo complesso e intrigante che dà il piacere della lettura. Una storia cruda, ma di straordinaria bellezza.

Autore: Carlos Ruiz Zafón

Leggere questo libro mi ha fatto ricordare una poesia bellissima di Adalberto Ortiz.

 

EL VIENTO Y YO

Cómo pudiera tener
su voz y el viento,
viento que azota la luz,
la luz del tiempo.

Recuerdo la fatal angustia,
viento herido.
Llevas la espina de mis amores,
viento lascivo.
Ahora crece la flor confusa
del viento amigo.

Hoy bajo un cielo nublado,
mañana, ¿dónde estarás?
Y no saber por qué camino,
por cual camino te vas.
El viento se me ha perdido,
quién sabe si volverá.

Dónde ella? Dónde? Dónde su voz?
Dónde mi luna?
Dónde mi sombra?
donde la luna sin alma y yo.

 

 

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