il cantastorie


Oggi nasce il mio nuovo spazio, nasce dalla voglia di raccontare e trasmettere emozioni e sensazioni attraverso il racconto, la favola, la poesia. Questo è¨ il mio terzo blog  nato dalla voglia di ricominciare, di aprire un’altra finestra sul mondo.

Lo penso come “cantastorie” ispirandomi alla popolare figura di intrattenitore ambulante, che si sposta di città in città e di piazza in piazza raccontando una favola, con l’ausilio del canto e spesso di un cartellone in cui sono raffigurate le scene salienti del racconto. Così voglio fare girando per il web, raccontare una storia attraverso le parole e la fotografia. Così come il cantastorie vive dei doni delle platee, il blog  vivrà dell’attenzione dei lettori alla storia raccontata che sia sottoforma di favola, racconto o poesia, che sia di chiunque come di un grande maestro.

Quella del cantastorie fu una grande tradizione di letteratura orale, che rappresentò il più grande mezzo di diffusione di opere. 

Oggi questa figura è scomparsa anche se figure simili continuano a vivere in altre culture nelle quali è¨ ancora forte la parte orale della letteratura. Come le novelle delle Mille e una notte che  furono a lungo narrate  nei paesi arabi, di mercato in mercato. In India la maggior parte dei racconti popolari diffusi oralmente è fondata sulle storie del Ramayana e del Mahabharata, che vengono raccontate, cantate e ballate da artisti talora ‘specializzati’ in un solo racconto o in un solo passo. I cantastorie indiani cantano le storie di Rama mentre le disegnano, considerando tale attività una forma di devozione.

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