I fiori-Stephane Mallarmé


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vase of Flowers on a Table, 1969 Pablo Picasso

Dalle valanghe d’oro del vecchio azzurro, il giorno Primevo e dalla neve immortale degli astri, Un tempo i grandi calici tu ritagliasti intorno, Per la terra ancor giovane, vergine di disastri, Il gladiolo selvaggio, cigni dal collo fino, E quel divino lauro dell’anime esiliate Vermiglio come l’alluce puro del serafino Che colora un pudore d’aurore calpestate, Il giacinto ed il mirto, adorato bagliore, E,- simile alla carne della donna, la rosa Crudele, del giardino chiaro Erodiade in fiore, Quella che uno splendente feroce sangue irrora! Tu facesti il candore dei gigli singhiozzanti Che mari di sospiri sorvola dolcemente E per l’azzurro incenso dei pallidi orizzonti In sogno lento sale alla luna piangente! Osanna sopra il sistro e dentro l’incensiere, Nostra Signora, osanna da questi nostri limbi! E si disperda l’eco nelle celesti sere, Estasi degli sguardi, scintillio dei nimbi! O Madre, che creasti nel seno giusto e forte, Calici in sé cullanti una futura essenza, Grandi corolle con la balsamica Morte Per lo stanco poeta roso dall’esistenza.

I fiori

de Stéphane Mallarmé

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