Giorgione, Doppio ritratto


 

Doppio ritratto di Giorgione, siamo nella grande epopea della scuola veneziana

 

Il dipinto propone un ritratto a due figure: in primo piano un giovane uomo, con la testa languidamente reclinata, stringe un frutto nella mano sinistra: si tratta di un melangolo, un’arancia selvatica dal sapore acre che per la sua natura dolce-amara simboleggia la passione amorosa generatrice di umore melancolico.
Alle sue spalle irrompe un giovane uomo, anch’egli assorto in pensieri d’amore, ma caratterizzato da una espressione più marcatamente realistica.
Già attribuito alla mano di Sebastiano dal Piombo e di di Dosso Dossi, è oggi concordamente rincondotto dalla critica alla produzione artistica del maestro di Casterlfranco.

Menzionato nell’inventario di Pio di Savoia nel 1624, è entrato a far parte, intorno al 1734, della raccolta del cardinale Tommaso Ruffo e, in seguito alla donazione del principe Fabrizio Ruffo di Motta Bagnara del 1919, l’opera è stata acquisita dal Museo Nazionale di Palazzo Venezia.

 

dal sito Ufficiale Museo Palazzo Venezia

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