Le vite degli altri


Le vite degli altri  è un film di Florian Henckel von Donnersmarck del 2006 Premio Oscar come “Miglior film in lingua straniera nel 2007.”

La Trama

Berlino Est ,1984. Un capitano della Stasi (Ministero per la Sicurezza dello Stato) è deputato a spiare uno scrittore di testi teatrali, drammaturgo molto noto e fedele al regime. Il capitano è soddisfatto dell’incarico che gli è stato affidato e, soprattutto, è convintissimo che sia necessario non perdere di vista l’artista, non immagina però che quest’ultimo viene controllato perché il ministro della cultura è invaghito della compagna dello scrittore, un’attrice di successo. Da qui si dipana la storia che ha il sapore di un’indagine sullo scenario culturale della città spaccata, controllata dalle spie dello Stato. Sono gli anni del comunismo a Berlino immediatamente precedenti alla caduta del muro. Nessuno è immune dal sospetto di sovversione ai danni dello stato e in modo particolare gli artisti.

E così il capitano prosegue con lo scrittore il compito della sua vita: quello della spia, di colui che prende con l’inganno e con la violenza intellettuale e psicologica informazioni, di colui che controlla e spia la vita degli altri con indifferenza, impietoso, che esibisce torture. Ma qualcosa accade, qualcosa in lui si sgretolerà per ricomporsi poi in altra forma . Troverà qualcosa in cui credere, incredibilmente.

” La vita degli altri” è una valutazione della fatica di sopravvivere, degli esiti della mancanza di libertà,è un film sull’angoscia di vite assolutamente sotto controllo, su una violenza sottile e perversa consumata senza ragione su compagni dallo stesso sangue e dagli stessi identici ideali, un film che analizza le questioni più importanti di quel momento storico come il compromesso, l’inganno, l’obbligo.

La ricostruzione della Germania comunista è esemplare, “dentro” e “fuori”.

Da un’intervista al regista:

Donnersmarck, lei è un regista molto giovane e negli anni in cui è ambientato il film era solo un bambino. Che ricordo ha di quel periodo? Florian Henckel-Donnersmarck: I miei genitori sono entrambi della Germania Est, ma sono venuti nella parte Ovest prima della costruzione del muro. In quel periodo io vivevo con la mia famiglia a Berlino Ovest, che in fondo si poteva considerare una piccola isola perché non era difficile andare ad Est a trovare i nostri parenti. Non ho fatto il film basandomi sui miei ricordi perché sarebbe stato un film noioso. L’interessante per me era entrare nelle vite delle altre persone. Mi ricordo molto bene l’atmosfera di paura che si viveva in quel periodo, lo sguardo costante della Stasi sulle persone. I miei genitori erano segnati sulle liste della Stasi come persone traditrici della causa comunista e quindi ci perseguitavano sistematicamente.

Il regista ha presentato alla stampa romana il film che ha vinto, tra le altre cose, il premo Oscar per il miglior film straniero. Arriverà venerdì 6 aprile nelle sale italiane il fresco vincitore del premio Oscar come Miglior film straniero, Le vite degli altri, un thriller ambientato nella Berlino Est del 1984, che racconta i metodi infami con i quali la Stasi, la polizia segreta della DDR, controllava la vita delle persone ritenute nemiche della causa comunista. Ne parliamo con il regista Florian Henckel-Donnersmarck in conferenza stampa a Roma per presentare il film che sarà presto oggetto di un remake a cura di Sydney Pollack.

(Da www.university.it)

 

 

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