Il tema del doppio


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Giorgio Albertazzi wearing a white coat in Jekyll

Lo strano caso del Dottor  Jeckill e Mister Hide…il doppio.  Sono quasi tentata di riaprire il libro di Stevenson, rileggere la storia di un uomo che provoca l’emergere della personalità malvagia che è in lui. Mi alzo , ma nella libreria scorgo il libro di Josè Saramago “L’uomo duplicato”, che ho comprato tempo fa e che avevo dimenticato. Leggo fino a notte fonda e il giorno dopo non esco per finire il libro. Sono quasi sconvolta  dal senso di realtà-irrealtà. Una storia inammissibile, la storia di un un ” doppio “, di un “sostituto” ,di  un uomo uguale ad un altro, un “duplicato” appunto. Il mio pensiero non può  che correre al “Sosia” di Fëdor Dostoevskij che racconta la storia di un uomo che si trova di fronte all’immagine di sé stesso dopo averla inconsapevolmente evocata per giustificare una sua mancanza, immagine  che si esplicita come un’ombra esitante ed evanescente nella città cupa all’ora del tramonto e poi appare reale come un suo doppio in carne ed ossa. Lo scontro tra i due è simile così in Dostoevskij, come in Saramago. Ma non identico. Ho pensato, dopo aver ultimato la lettura, con inquietudine e orrore,  che potesse accadere anche a me: trovarmi di fronte ad un’altra me stessa. Ne “L’uomo duplicato” di José Saramago la somiglianza tra i due squilibra le due identità.

In questo romanzo lo scrittore portoghese, premio Nobel per la letteratura 1998, affronta il tema compiendo un’esplorazione nella psiche umana che lascia il lettore affascinato e confuso ma lo induce a pensare ed a interrogarsi fino in fondo. -Chi sono veramente? Esiste un altro me stesso?-

Ecco l’esperienza del Doppio che Freud e Jung indicano come necessario nemico amico per la ristrutturazione costante dell’Io. Come nei libri anche nel cinema, ogni lettore può incontrare il proprio doppio, le infinite figure che brulicano nell’Ombra di un inconscio non così silenzioso..! Il professore, primo ad apparire, insegna storia e vive solo dopo un matrimonio fallito. Dopo il consiglio di un suo collega, noleggia un film e lì scopre con sgomento il suo doppio in un attore non protagonista.  Così ha principio l’inquietudine dell’uomo, l’inizio di un viaggio raccapricciante alla ricerca di un altro sé stesso, un’ esplorazione all’interno dell’io.

Cos’è un doppio? Il concetto è inquietante, minaccioso. Un mistero ai confini del reale, una possibilità parallela di una personalità eccezionale, esclusiva.

Tertuliano (questo il suo nome) spende il suo tempo nella snervante ricerca dell’altro sé stesso e l’ossessione paradossalmente conquista la sua vita, o forse la usurpa…come usurpata è la sua identità. Ormai è quasi farneticante e quando finalmente si trova davanti alla sua perversione umana decide di raccontare alla madre quello che è avvenuto, lo scontro, il ricatto dell’altro. Le due follie si confrontano, si intrecciano.

L’uomo duplicato non è un sosia.Ma chi è? Forse un’identità in conflitto con se stessa? E’ la dimostrazione che non siamo unici, che ognuno di noi può considerare un altro sé? Che abbiamo una doppia possibilità o di più? Che esiste da qualche parte quell’altro “noi stesso”, il risultato della scelta che non abbiamo fatto e che potremmo imbatterci in lui?

Saramago viaggia all’interno della mente, dei nostri incubi, della nostra debolezza.

il caos è un’ordine da decifrare- scrive Saramago. Preciserà: -io credo che il caos possa essere decodificato da chiunque. Possono farlo gli scienziati e i filosofi, certamente gli scrittori, ma anche la gente comune. Con quella frase intendevo dire che non è detto che il caos sia esattamente il contrario dell’ordine o che non abbia un ordine al suo interno, dobbiamo solamente decifrarlo. Accontentarsi della musica dell’orchestra in cui si suona e della parte che ci è toccato suonare è un errore molto diffuso, soprattutto tra quelli che non sono musicisti.-

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